Liberamente ispirato ad un fumetto un po’ underground (“Hellblazer”), questo “Constantine” (debitore anche del nostro “Dylan Dog”) ha idee ed atmosfere di partenza molto buone, salvo poi perdersi nella seconda parte nei peggior effettacci hollywoodiani.
Il film narra di J. Constantine, cinico detective del sovrannaturale (lui stesso è già morto una volta…), in perenne lotta coi demoni dell’Inferno che (più o meno in segreto) infestano la terra, tuttavia il nostro non risulta molto simpatico neanche al Paradiso: alla fine si ritrova suo malgrado ad essere l’ago della bilancia nella lotta tra i due “Poli”, lotta in cui sono coinvolti niente meno che il figlio del diavolo e l’Arcangelo Gabriele.
Naturalmente non manca la bellona di turno (Rachel Weisz), alla quale è morta la sorella in circostanze “misteriose” …
Il film, un blockbuster dichiarato, come dicevo sopra, parte bene, con una prima parte dove ciò che conta è l’atmosfera, perennemente tetra e a tratti un po’ “hard-boiled” (la fotografia è ottima); accattivante è anche la caratterizzazione del protagonista, un antieroe disilluso, cinico e solitario, che fuma 30 sigarette al giorno da quando ha 15 anni e, dopo che all’inizio del film gli viene diagnosticato un cancro ai polmoni, continua indifferentemente a fumare una sigaretta dopo l’altra.
L’inespressività di Keanu Reeves (come in “Matrix”) è molto funzionale al personaggio, quindi è un punto a favore della pellicola, come interessante sarebbe la sceneggiatura se poi non diventasse banale e confusa fino a degenerare nel ridicolo.
Tuttavia, come scrive Dario Zonta de “L’Unità”, “Constantine” è <<…un film assurdo e strampalato che fa quasi simpatia…>> proprio perché <<…non si prende troppo sul serio, s'innerva qua è là di una salutare autoironia e ha immaginazione da vendere... >>
Insomma, come cinema d’intrattenimento, visto quello che c’è al giorno d’oggi in circolazione, è sufficiente per passare due ore…(a parte qualche passaggio talmente cretino, davvero difficile da digerire).
Rimane il rammarico per quello che poteva essere e non è stato, ma da un regista esordiente, proveniente dal mondo dei videoclip, non ci si poteva aspettare di meglio.
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