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Incredibile a dirsi ma è il secondo film di sostanza e contenuto che vado a vedere nel giro di poche settimane e, lasciatemelo dire, si tratta di un'opera davvero stupefacente e toccante, almeno per i miei canoni di valutazione. La storia verte su tre personaggi le cui vite per diversi motivi vengono ad incrociarsi e scontrarsi per poi tornare a normalizzarsi, anche se questa è più una speranza dello spettatore: perdonerete la scarsità e la pochezza del mio riassunto della trama, ma non voglio rovinare nulla a chi di voi sceglierà di vedere coi propri occhi questa pellicola. Il cast di attori è semplicemente sublime, con uno Sean Penn e un Benicio Del Toro che lasciano sbalorditi per la loro istrionica bravura e che sembrano nati per recitare certi ruoli e impersonare personaggi estremi. Il film ti travolge con un cumulo di emozioni, di sensazioni e porta sullo schermo un susseguirsi di vita che diventa morte che a sua volta ritorna vita, un tramutare di male che diventa amore che a sua volta sfocia in odio. La regia poi è claustrofobica, nervosa, con un montaggio che i primi minuti spiazza per i continui salti temporali che spostano l'ottica della trama in momenti che vanno dalla conclusione della storia all'inizio e poi ancora a metà racconto: il montaggio sembra opera di un pittore cubista che ha scomposto in mille facce lo stesso soggetto, che poi è la vita, e ce lo fa vedere sotto moltemplici punti di vista, senza prospettiva. In conclusione, stiamo parlando di Cinema vero, di sceneggiature che tornano a farla da padrone e tutto ciò dimostra che è ancora possibile andara a scovare registi e film che non si svendono al soldo di Hollywood: una speranza ancora c'è....
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