C'era una volta in Messico


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Recensioni
Proposto da Miss Mouse

Questo "C'era una volta in Messico" (titolo a dir poco pretenzioso) dovrebbe essere il capitolo finale di una pseudo-trilogia western, che comprende, oltre al suddetto, "El Mariachi" e "Desperado", (il secondo è remake del primo). Se questi predecessori furono film molto interessanti (ci aveva messo le mani Tarantino, ndr), piccole pellicole di culto moooolto "pulp" (come il grandioso "Dal tramonto all'alba", ma anche lì c'era lo zampino di Tarantino...), ebbene quest'ultima fatica del regista che si definisce il primo fan di Sergio Leone (la trilogia del Mariachi dovrebbe proprio essere un omaggio alla trilogia del dollaro....AIUTO!), è un prodotto a dir poco scandaloso. "C'era una volta in Messico", infatti, è un blockbuster allo stato puro (e fin qui poco male), con una sceneggiatura ridicola, confusa, banale e piena di buchi: insomma, pietosa (stavolta non l'ha scritta Tarantino...). Il film, più che un omaggio a Leone (Rodriguez dovrebbe sciacquarsi la bocca quando fa certi nomi) sembra un omaggio a John Woo, dato che è un susseguirsi di scene d'azione talmente ridicole, che il regista cino- americano al confronto, sembra Stanley Kubrick. Ogni "cattivo" che viene colpito da un proiettile, fa inspiegabilmente un volo di 10 metri, oppure due salti mortali carpiati all'indietro (ma che pallottole usano?). Nella chiesa, poi, (anche qui io ci vedo "Face- Off" di John Woo, non certo Leone), tra pallottole che vanno contro le leggi della balistica, i nostri si arrampicano sui muri (avete capito bene!) come neanche Peter Parker sarebbe in grado di fare.... Potrei proseguire all'infinito, ma vi risparmio altre pene... Johnny Depp (il + cool del momento) è per l'appunto cool, ma il personaggio che gli viene affidato è talmente inverosimile (x la cronaca ha tre braccia e ammazza i cuochi quando non gradisce i piatti) che anche lui finisce x sprofondare in questo scempio totale... Banderas? Stavolta sembra più una comparsa che il protagonista, comunque meglio per lui... Willem Dafoe compare quasi di sfuggita (evidentemente non voleva compromettersi troppo...) e Mickey Rourke è insignificante (come da anni ormai); stendo un velo pietoso su Enrique Iglesias. Concludendo, questo fim che avrebbe dovuto chiudere degnamente la trilogia di un regista discretamente dotato, si rivela un fallimento su tutti fronti, nonchè il peggiore delle tre pellicole sul Mariachi. Non piacerà nè ai cinefili, nè al grande pubblico, perchè non è nè un cult, nè un film d'intrattenimento, ma semplicemente un prodotto indegno, diretto da cani (eh sì, Rodriguez...) : assolutamente da non vedere.
Luca Dag

Ieri sera ce lo siamo persi come tre coglioni qualsiasi.... e ci siamo pure scapicollati per arrivare al Multiplex alle 22 in punto. Colpa nostra è vero, ma colpa anche di www.trovacinema.it che, sebbene sia un ottimo sito sulla programmazione delle sale italiane, a volte presenta delle pecche davvero da imprecazione barbarica. Non che freghi a qualcuno, ma in compenso abbiamo bighellonato in giro imbattendoci in personaggi davvero strani, a tratti Lynchiani, concludendo la serata sorseggiando un infuso defaticante e purificatore. Alla prossima gente ! Gli dò sei senza vederlo solo perchè è di Rodriguez, la cavia umana.
Paolo aka Omorzo, 28 anni, Civitanova

Io non ho visto i primi due capitoli di quella che dovrebbe essere la trilogia mexican-western di Rodriguez ("El Mariachi" e il più famoso "Desperado"), ma apprendo che non ci sono poi molti punti di contatto con questo nuovo film, quindi non c'è problema. Il film è come una sorta di partita a scacchi in cui ciascuno cerca di muovere le sue pedine per un preciso scopo: quello de El Mariachi (Banderas) è la vendetta... Trattasi di una pellicola interessantissima, sempre viva nel ritmo e nell'azione, con alcuni risvolti drammatici ed altri ironici. Bravi Banderas e Dafoe nel ruolo del "cattivo", ma per me la caratterizzazione migliore resta quella di Depp (e non perché ha un bel faccino). Tra i nomi famosi, Mickey Rourke fa una sua particina e Enrique Iglesias ha sempre la stessa faccia dei suoi video... tranquillamente trascurabile. Ultima nota d'interesse, i flashback usati in modo sapiente, che ripercorrono le vicende del protagonista e della sua donna (Salma Hayek). Da vedere.
Daniela, 24 anni, Civitanova


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