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Il riferimento ai Monty Phyton nel titolo è dovuto, in quanto Ciprì e Maresco, per molti apsetti (indubbia originalità, contenuti e altro ancora), mi ricordano questi poliedrici e geniali artisti anglosassoni. Ma che dire di questo film ?! Andatelo assolutamente a vedere ! E' uno spettacolo in ogni suo singolo fotogramma e in ogni aspetto, a cominciare da un impatto visivo che apre il cuore. La fotografia di Daniele Ciprì è un bianco e nero davvero bello, curatissimo in ogni più piccola ombreggiatura; i chiaroscuri danno alle scene e soprattutto ai volti una profondità quasi magica, esaltandone forme ed espressioni. Gli interpreti, come sempre presi dalla strada, danno vita a personaggi imporobabili, surreali, unici. Immancabile il loro attore-feticcio Giordano (che interpreta ben due personaggi), quasi come fosse Kyle MacLachlan per David Lynch. La genialità di Ciprì e Maresco mostra questi personaggi in tutta lo loro delirante poesia, anche nel linguaggio: un inevitabile siciliano stretto e come al solito estremamente volgare, quasi animalesco. Davvero una chicca la scelta di Robert Englund (Il Freddy Krueger di Nightmare, ma anche il Visitors buono...), nel ruolo dell'attore americano Errol Douglas (un omaggio a Errol Flynn?) Un film divertente, raffinato, poetico, sempre sopra le righe, da sbellicarsi dalle risate, anche se in effetti nel finale vi è un vero e proprio cambio di registro in cui entra in scena un nano/voce narrante, che sembra uscito dai più psichedelici film di David Lynch. In un "auto intervista" che gli autori si fanno, si sono chiesti :" Quanto c'è dei fratelli La Marca in voi?
"Modestamente, i Fratelli La Marca (sgangherati cineasti, protagonisti del film) siamo noi..." si sono risposti...
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