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Nella
città l’inferno” di Renato Castellani con Anna Magnani e Giulietta
Masina, è il primo livello narrativo su cui si costruisce la storia
di “Io te, Egle e Lina”, un omaggio al cinema Neorealista.
Le protagoniste sono due attrici che dopo varie esperienze teatrali
fallimentari e non, istituzionali e non, decidono di mettere in
scena da sole una drammaturgia tratta dal suddetto film: due attrici
alle prese con la sceneggiatura, i suoi significati più profondi, lo
sviluppo dei personaggi e l’inevitabile confronto con due mostri
sacri del cinema italiano e poi i problemi legati alla mancanza di
soldi, il bisogno di visibilità, la difficoltà a trovare spazi
adeguati e il forte desiderio di fare un teatro diverso, cercando
nuove modalità espressive personali. Ma in questo “dietro le quinte
in scena”, in questo metateatro, le storie personali delle due
attrici s’intrecciano con quelle delle due protagoniste del film
fino a che si troveranno a calcare il loro stesso percorso e le loro
stesse inevitabili sconfitte.
Il carcere in cui Egle e Lina lottano per sentirsi vive, è come la
“gabbia” in cui sono imprigionate le due attrici, il luogo che amano
e odiano. |